Ceccano rende omaggio ai suoi internati militari

Sei Medaglie d’Onore alla memoria di concittadini deportati e destinati al lavoro coatto nei lager nazisti

Una pagina della storia di Ceccano torna al centro della nostra memoria collettiva.

Presso la Prefettura di Frosinone, lunedì 21 settembre 2026 alle ore 11.00, si terrà la cerimonia per il conferimento della Medaglia d’Onore destinata ai cittadini italiani, militari e civili, deportati o internati nei lager nazisti e avviati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Il riconoscimento, previsto dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, rappresenta un risarcimento morale e un atto pubblico di memoria nei confronti di chi subì la deportazione, la prigionia e la privazione della libertà.

Per la città di Ceccano sono state concesse sei Medaglie d’Onore: a Giuseppe Anelli, Vitaliano Calenne, Giuseppe Stella e ai tre fratelli Tommaso Ruspandini, Camillo e Sante Ruspantini. Sei giovani ceccanesi, ciascuno con le proprie aspirazioni e con le proprie laboriose esperienze di vita, accomunati dal richiamo alle armi e dalle medesime, durissime vicissitudini di prigionieri destinati al lavoro coatto. La storia degli Internati Militari Italiani nei lager tedeschi è una pagina che ancora oggi invita a riflettere sulle tragedie della guerra e sul valore della pace, della libertà e della dignità umana.

Prima della Prefettura, l’incontro con le famiglie a Ceccano

Prima della cerimonia ufficiale prevista in Prefettura, l’Amministrazione comunale di Ceccano organizzerà un incontro con i familiari degli ex Internati Militari insigniti. L’appuntamento si terrà sabato 19 settembre alle ore 11.00  presso la Sala De Sio della Biblioteca comunale, in Piazza Municipio, e sarà l’occasione per tributare il giusto riconoscimento ai concittadini che subirono la deportazione e le atrocità della prigionia nei lager nazisti, oltre che per ricordare in modo particolare il sacrificio di Vitaliano Calenne, morto durante la prigionia.

L’incontro avrà anche un valore concreto per la tutela della memoria cittadina. Secondo la ricostruzione storica disponibile, dei 219 Internati Militari nativi di Ceccano aventi diritto risultano finora inoltrate e accolte soltanto 20 domande: restano quindi quasi duecento posizioni per le quali le famiglie possono verificare la possibilità di ottenere il riconoscimento. Durante l’incontro sarà ribadita la disponibilità dell’elenco degli I.M.I. nativi di Ceccano e della modulistica necessaria per presentare l’istanza di concessione della Medaglia d’Onore ai familiari aventi titolo.

Memoria, riconoscenza e responsabilità civile

«La nostra comunità deve essere riconoscente verso chi, dopo l’8 settembre 1943, pagò con la deportazione e l’internamento il rifiuto di collaborare con la Germania nazista e di aderire alla Repubblica Sociale Italiana. Ricordare oggi quelle scelte significa restituire dignità alle persone, alle famiglie e a una pagina di storia che appartiene pienamente alla memoria civile di Ceccano e dell’Italia.»                                                                                                   

Arch. Luigi Compagnoni

I sei Internati Militari di Ceccano

Giuseppe Anelli

Giuseppe Anelli

Giuseppe Anelli nacque a Ceccano il 12 settembre 1917. Arruolato nell’8° Raggruppamento di Artiglieria di Corpo d’Armata, fu impiegato sul fronte greco-albanese. Il 9 settembre 1943 venne catturato dalle truppe tedesche e successivamente internato in Austria, nell’area di Steyr, nel sistema dipendente dallo Stalag XVII B. Fu destinato al lavoro coatto nel sottocampo n. 1076 e rimase in prigionia fino alla liberazione da parte dell’esercito americano, avvenuta l’8 maggio 1945, nel giorno della resa della Germania nazista.

Vitaliano Calenne

Vitaliano Calenne

Vitaliano Calenne, nato a Ceccano il 16 novembre 1914, prestava servizio con il grado di caporal maggiore nel 22° Battaglione mortai da 81, inquadrato nella 22ª Divisione «Cacciatori delle Alpi» dell’XI Corpo d’Armata, allora dislocata nell’area di Lubiana. Fu catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943, tra Lubiana e Fiume, mentre il reparto si trovava in colonna durante il ripiegamento.

Deportato in Germania, venne destinato al lavoro coatto presso gli impianti della Chemische Werke Hüls, a Marl-Hüls, nel cuore industriale della Ruhr. L’11 marzo 1945 la città fu colpita da un pesante bombardamento aereo americano che coinvolse anche l’area del campo in cui Calenne era detenuto. Dopo la morte fu inizialmente sepolto nel cimitero cattolico di Marl; negli anni Cinquanta, in seguito agli accordi tra Italia e Germania per il riordino delle sepolture di guerra, i suoi resti furono trasferiti al Cimitero d’Onore Italiano di Amburgo, dove riposano migliaia di militari italiani provenienti anche dalla Westfalia.

Giuseppe Stella

Giuseppe Stella

Giuseppe Stella nacque a Ceccano il 17 maggio 1918. Arruolato nell’8° Reggimento di Artiglieria, 3° Battaglione, fu schierato sul fronte greco e catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943. Venne internato nell’area di Berlino, nel sistema dello Stalag III D, articolato in numerosi sottocampi distribuiti nella capitale tedesca e destinati all’impiego coatto degli Internati Militari Italiani.

Nella memoria di Giuseppe Stella tornarono a lungo la fame, le angherie dei carcerieri e soprattutto i bombardamenti che devastavano Berlino. Gli internati venivano impiegati anche nella rimozione delle macerie dopo le incursioni aeree alleate e, nelle fasi finali della guerra, vissero anche sotto il fuoco dell’artiglieria sovietica che avanzava da est. Secondo i suoi racconti, quando suonava l’allarme non vi erano rifugi sicuri a disposizione dei prigionieri: talvolta la sola possibilità di riparo era cercata nelle grandi tubazioni e nelle condotte sotterranee, mentre la città veniva progressivamente ridotta in macerie.

Tre Fratelli,  due cognomi , una storia familiare nella tragedia della Guerra.

I fratelli Ruspantini-Ruspandini . Da sinistra: Sante, Tommaso e Camillo.

La vicenda dei Fratelli Camillo e Sante Ruspantini e nel caso di Tommaso per una diversa iscrizione anagrafica del cognome, Ruspandini, apre un capitolo particolarmente significativo della storia degli Internati Militari di Ceccano. Appartenevano a una famiglia numerosa, con altri due fratelli e quattro sorelle. Tommaso e Camillo avevano già conosciuto uno scenario di guerra in Etiopia nel 1936; allo scoppio della Seconda guerra mondiale, i tre si trovarono impegnati, in momenti e reparti diversi, tra l’Italia nord-orientale e i fronti della ex Jugoslavia, della Grecia e dell’Albania. Dopo l’armistizio del settembre 1943 tutti e tre conobbero la cattura e la deportazione.

Tommaso Ruspandini

Tommaso Ruspandini, il maggiore dei tre, nacque a Ceccano il 29 aprile 1910. Fu catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943 a Pontebba, in Friuli-Venezia Giulia, nei pressi del confine con l’Austria. Venne internato nello Stalag II B di Hammerstein, grande campo di prigionia situato nell’odierna Czarne, in Polonia, territorio che all’epoca apparteneva alla Germania. Il campo fu liberato nel maggio 1945 dall’avanzata delle truppe sovietiche.

Camillo Ruspantini

Camillo Ruspantini nacque a Ceccano il 12 gennaio 1912. Fu catturato dai tedeschi in Croazia nel settembre 1943 e internato nello Stalag III C, presso Alt Drewitz, nell’area di Küstrin, a circa 80 chilometri da Berlino. Anche per lui l’internamento significò privazione della libertà, fame e lavoro coatto in condizioni estremamente dure.

Sante Ruspantini

Sante Ruspantini nacque a Ceccano il 2 agosto 1918. Sergente nel corpo dei Bersaglieri, impiegato in Croazia, fu catturato dai tedeschi nel settembre 1943 mentre il suo reparto si trovava dislocato a Laives, in provincia di Bolzano. Venne internato nello Stalag VI B di Neu-Versen, presso Meppen, nella Bassa Sassonia, vicino al confine con i Paesi Bassi.

Secondo i ricordi del nipote, prof. Giovanni, Sante fu il più incline dei tre fratelli a raccontare l’esperienza della guerra e della prigionia: la scarsità estrema di cibo, la dura disciplina imposta nei lager e il lavoro nella rimozione delle macerie e in una centrale elettrica, ripetutamente colpita dai bombardamenti, che mise più volte a repentaglio la sua vita. In seguito fu assegnato ai lavori presso un’azienda agricola.

                                                                                

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