Torna Angelino Stella con I Divoratori del Presente

Uscirà a breve in tutte le librerie il secondo volume de “I divoratori del Presente – Gli untori del domani”, dal titolo “Un amico interstellare”. A distanza di 8 anni dal primo romanzo, Angelino Stella torna a percorrere la strada che lo ha contraddistinto sia durante la sua attività politica che durante quella letteraria. Una lotta per la difesa del territorio, sempre più bullizzato e martirizzato da politici, imprenditori, curie, lobby, gente comune, tutti dediti alla ricerca del profitto immediato a svantaggio delle future generazioni. Torna a parlare delle battaglie di una vita in un libro che è al tempo stesso romanzo, saggio, raccolta di poesie e di pensieri filosofici. Un’immersione vera nel mondo controcorrente di un combattente vero, che per portare avanti le proprie battaglie ambientali ha spesso messo da parte gli interessi personali e politici, finendo, solo apparentemente oggi, in un angolo. In questo spazio che per molti sarebbe potuto apparire ristretto, ha prodotto quest’opera impegnativa, complessa ma appassionata, in cui ci ricorda in ogni passaggio che la nostra vita, e quella delle future generazioni, passa attraverso le nostre azioni quotidiane. Il libro sarà presentato nel mese di giugno, tutti i dettagli saranno forniti a breve.

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Nella House of Cards ceccanese ci rimettono tutti

Chiariamo subito il concetto: un’Amministrazione va giudicata per le attività svolte durante un intero mandato, e dovrebbe avere il diritto di portarlo a termine perché è così che vogliono gli elettori al momento del voto. Questo il pensiero mio e di tantissimi altri. Ci sono però oggi delle situazioni che spingono a riflettere su cosa sia diventata oggi la politica. Da sempre considerata come un laboratorio capace di anticipare anche gli scenari nazionali, a Ceccano nel 2015 vince le elezioni per la prima volta dal 1994 (anno in cui i ceccanesi elessero direttamente il Sindaco in base alla nuova legge elettorale per i Comuni) una coalizione diversa dal centrosinistra. Un gruppo molto forte, composto da sette liste civiche che, sostenendo Roberto Caligiore, porta avanti con forza lo slogan “Né destra, né sinistra, né affari”, e trionfa al ballottaggio con il 66,40% dei voti contro Luigi Compagnoni, che a mio modo di vedere continua ad essere la persona giusta candidata nel momento sbagliato. Il vento dell’estate 2015 faceva presagire una nuova era per la nostra città. Un nuovo modo di fare politica, finalmente sarebbero stati risolti tanti problemi decennali, da Acea ai rifiuti, dall’inquinamento al recupero del Palasport, passando per il decoro urbano e la sicurezza. A un certo punto però, la politica del “né né né” (confesso di non amare le negazioni negli slogan) ha iniziato a scricchiolare, rendendo palese ed evidente che quel cartello elettorale non era stato assemblato sulla base di un progetto, ma solo perché molti dei candidati erano delle vere e proprie calamite di consensi. Messi tutti insieme alle elezioni erano stati un tornado. Messi tutti insieme a governare, hanno prodotto una serie impressionante di crisi partite da febbraio 2017 (appena 1 anno e mezzo dal voto) e destinate ancora a non finire. Ogni singolo consigliere si è rivelato essere non parte di un gruppo, ma un partito a sé stante, interessato solo alla propria figura e non al gruppo, fatta eccezione per gli iscritti a Fratelli d’Italia, abituati all’esperienza di partito, e alle liste Nuova Vita e Patto Civico, nati prima come gruppi e poi diventati liste. Il resto, una serie di rivendicazioni, minacce, riavvicinamenti, poi di nuovo litigi, richieste di posti, richieste di maggiore visibilità, che hanno finito per schiacciare il Sindaco, lasciandolo a dover gestire non una coalizione, ma un domino dove ogni tessera che veniva spostata ne poteva far cadere un’altra, paralizzando di fatto una vita amministrativa già seriamente compromessa dalla carenza di risorse economiche cronica che colpisce tutti gli enti locali. L’ultima crisi è emblematica. Per sostituire Massimo Ruspandini alla carica di Vicesindaco ci vogliono tre mesi, con colpi di scena degni di House of Cards, o forse meglio di Beautiful, dove c’è chi minaccia di uscire, poi viene cacciato, poi rientra, poi non sa se accettare, poi esce di nuovo, con cambiamenti di idea e di posizione così repentini da far girare la testa anche ai più attenti appassionati (rimasti ben pochi nel frattempo). Sia chiaro, non è la prima volta che si verificano crisi. Gli stessi sindaci di centrosinistra ne avevano affrontate decine, uscendone indenni Cerroni e Ciotoli, e uscendone sconfitta Manuela Maliziola, sfiduciata da 11 consiglieri nel giugno 2014 dopo appena due anni di mandato. Forse questo ci dice che, con i famigerati e brutalizzati partiti, si riusciva a trovare un’intesa più facilmente rispetto ad oggi, dove ognuno pensa per sé, ognuno sostiene, come la Claire Underwood di House of Cards, che è il suo turno e tutti devono farsi da parte. Dove porterà tutto questo? Non si sa. Di certo non alla risoluzione dei problemi di Ceccano. I famigerati problemi ereditati da “quelli di prima” che, ahinoi, forse erediteranno in toto anche “quelli di dopo”, chiunque essi siano. Forse, con questa situazione di estrema difficoltà economica e politica, piuttosto che cercare di rammendare con le toppe un’esperienza nata e finita male, sarebbe stato più saggio assumersi la responsabilità di fare un passo indietro, non per sé stessi, ma per la città. A quel punto, a giugno 2019 avremmo votato di nuovo, ma magari avremmo avuto di fronte coalizioni diverse, più omogenee (lo so che è un’utopia, ma è una semplice opinione), e il vincitore avrebbe potuto iniziare a governare da subito. Insomma, meglio perdere sei mesi e ricostruire piuttosto che affrontare un anno e mezzo di crisi e litigi.

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(Auto)Ritratto di un grande Avvocato

L’avvocato Claudio Mancini è morto. Ieri mattina quando la figlia Beatrice mi ha scritto ho pensato che sarebbe stato giusto, ma non facile, provare a raccogliere in una nota ricordo tutto quello che nel tempo avevo apprezzato di questo simpatico ceccanese legato a Roma da una straordinaria storia culturale. Un personaggio, l’avvocato Mancini, di quelli che una volta arrivati a Ceccano ti segnalano subito perché pieno di curiosità da raccontare, di storie familiari da vantare, di geniali trovate culturali da esporre.

La prima volta che mi spiegò cos’era L’Inclito Rompiclub rimasi un po’ perplessa; non avevo ancora gli elementi necessari per capire il segreto del sodalizio che aveva voluto creare per tenere insieme menti brillanti dalle svariate vocazioni culturali, un ponte culturale tra Roma e Ceccano. Ma c’è qualcosa di più importante da evidenziare. Con L’Inclito Clam tentava di tutelare il tesoro cui teneva di più: le sue poesie in romanesco, componimenti che gli permettevano di raccontarsi e raccontare la vita. Sempre con il sorriso.

Ieri mattina quando ho iniziato a chiedermi come avrei potuto scriverne un ricordo non sapevo ancora che l’avvocato aveva pensato anche a questo e che scrivendo di se stesso deve essersi divertito come al solito.

La vita del prof. Avv. Toga d’Oro Claudio Mancini fu Enofilo. (CLAM)

Sin dal 1952 (cioè a 16 anni) lavora come corrispondente del settimanale STADIO SPORTIVO (diretto da Giovanni Vassallo) collabora a “IL QUOTIDIANO” (giornale quotidiano dell’Azione Cattolica) e lavora come commissario di campo nei campionati di calcio organizzati dal CSI (Centro Sportivo Italiano).

Nel 1953/1954 (quinto ginnasio e primo liceo) fonda e dirige il giornale del liceo Virgilio “LA FRONDA”.

Dal 1956 al 1962 è Presidente del circolo studentesco Virgilio (fondato nel 1952 da Rosa Jervolino) e della squadra di baseball del liceo Virgilio.

Nel 1958 collabora come redattore al settimanale “LA DESTRA” assieme a Francobaldo Chiocci giornalista de IL TEMPO e padre dell’attuale direttore Gianmarco Chiocci.

Dall’estate del 1958 per oltre un anno collabora come volontario alla pagina giudiziaria de “IL TEMPO”, allora curata da Guido Guidi poi presidente dell’ordine dei giornalisti, ma non viene assunto dai giornale che affida lo stesso incarico che lui espletava a un giornalista trasferito a Roma dalla redazione di Napoli: Marcello Lambertini che diventerà dopo qualche anno direttore de “IL TEMPO”.

Nel 1960 ricostituisce il movimento giovanile della sezione della Democrazia Cristiana di Ponte Parione (che ebbe tra i fondatori suo padre Enofilo), nella quale ricopre le cariche di delegato del movimento giovanile, delegato Libertas e vicesegretario della sezione, alla quale erano iscritti l’on. Giulio Andreotti, l’ex sindaco di Roma Rebecchini, il di lui figlio poi senatore Franco, il marchese Marcello Sacchetti poi assessore al Comune di Roma e successivamente presidente del prestigioso circolo S. Pietro (fondato da S.S. Pio IX); è anche eletto membro della componente giovanile del comitato romano della D.C..

Dal 1963 al 1964 dopo aver conseguito la laurea presta servizio militare presso l’ufficio stampa del Comando Regione Militare Centrale ai Parioli curando di persona la redazione del bollettino quotidiano ad uso del generale dello stesso Comando.

In Ceccano comincia a stabilirsi a fine 1964 per assistere l’anziana madre, desiderosa di vivere nel Palazzo Mancini i suoi ultimi anni.

Nel contempo inizia ad insegnare nelle scuole medie lingua francese e materie letterarie.

Dal 1968, conseguita l’abilitazione all’insegnamento di materie giuridiche ed economiche, insegna tali discipline negli istituti tecnici e professionali di Sora (Cesare Baronio), Cassino, Frosinone (ITGC Leonardo da Vinci, Geometri e Ragionieri), Ceccano (succursale dell’istituto frusinate Leonardo da Vinci). A Ceccano assume l’incarico di fiduciario del preside e poi vicepreside sempre rieletto dal collegio dei docenti e lo mantiene ininterrottamente per oltre un decennio. Nel contempo fa parte del consiglio di’istituto del Leonardo da Vinci nel quale risulta essere il primo eletto della componente docenti la quale comprendeva oltre 100 insegnanti, divisi nelle tre sedi di Frosinone, Ceccano e Ferentino.

Alla fine degli anni ’70 promuove e realizza la costituzione dell’Istituto Tecnico Commerciale di Ceccano che da succursale del Leonardo da Vinci di Frosinone diviene Istituto autonomo con proprio preside. Sempre rieletto anche nei consigli d’istituto resta vicepreside con tutti i capi d’istituto Nicola Gatto a Frosinone, Giallongo, Redivivo e De Filippis a Ceccano.

Può ritenersi a ragione il fondatore dell’ITC di Ceccano come possono attestare coloro che lo coadiuvarono fortemente in quella fatidica impresa: i prof. Arditi, Cristofaro, Don Boni, Fabi, Celenza ecc. i suoi alunni Cesare Gizzi, Luigi Colafrancesco, Antonio Donvito, Pietro Tiberia, Antonio Bovieri e i genitori di alunni quali Fernando Marini e Fulvio Diana, colleghi e tanti altri; per citare solo quelli di Ceccano. Comunemente si diceva che circa l’ITC di Ceccano, il prof. Mancini era “un’istituzione”.

Procuratore legale e avvocato dal 1971 dallo stesso anno ricopre l’incarico di vice conciliatore e dal 1976 di Giudice Conciliatore di Ceccano fino al 1991. Alla fine degli anni ’60 è vice corrispondente da Ceccano del quotidiano IL MESSAGGERO.

Nel 1970/1971 collabora alle riviste IL BIVIO e L’ECO D’ITALIA dirette da Giuseppe Bonanni fino a che durano le pubblicazioni. Come avvocato civilista assiste in numerose vertenze il Comune di Ceccano e il consorzio ASI. Ma continua a collaborare con articoli e poesie a tutti i periodici pubblicati in Ceccano (ONDA NUOVA, IL PICCHIO, IL FABRATERNO, VERSO IL DUEMILA).

Dopo aver fondato nel 2001 L’INCLITO ROMPICLUB, associazione protagonista di numerose iniziative e battaglie tra le quali quella memorabile per impedire la creazione di una discarica di rifiuti nel territorio di Giuliano di Roma, nonché quella per accelerare l’apertura della superstrada per Terracina, pubblica e dirige due numeri unici di notevole successo: l’Ariete Strarompi e il Cipiglio Furente. Membro attivo di varie associazioni ceccanesi, come i Fabraterni e gli Amici della montagna. Nel 2001 ha pubblicato un volumetto di poesie dal titolo GODI CECCANO e ancor prima in ricordo della sua sposa la monografia AMORE E TIMORE SOPRATTUTTO AMORE. Le sue migliori poesie in romanesco attendono la pubblicazione pur essendo già in allestimento col titolo ARIECCHIME ROMA, con copertina da tempo preparata dall’arch. Maurizio Daponte (MADA) l’Inclito Club è noto a Ceccano, Roma e non solo, per le pubblicazioni curate da CLAM E MADA, in occasione della festa della Donna.

  1. Altri incarichi ricoperti nell’insegnamento: membro di commissione d’esame e presidente in Roma, Latina, Terracina, Sora, Frascati.

Presidente di seggio elettorale varie volte in Roma, Frosinone, Cassino e Sora. Negli anni ’90 viene eletto consigliere dell’Associazione ex alunni del liceo Virgilio, carica dalla quale poi si dimette, prevedendo che l’associazione si scioglierà, come in effetti avvenne. Ma ora sta ricostituendosi e già gli venne proposto qualche incarico in essa.

A chiusura di questo scritto esprime la speranza di essere ricordato come poeta (soprattutto per le poesie romanesche e le sue “Cronache umoristiche in versi”) e in Ceccano per quanto da lui profuso per la creazione dell’Istituto tecnico Commerciale e l’espansione di questa scuola e dotarla di un edificio proprio.

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Giffoni e le radici piantate nel futuro

Se non vai a vederlo con i tuoi occhi non puoi ritenerlo possibile. Avevo sempre seguito con ammirazione le sorti del Giffoni Film Festival, un esperimento lungo 48 anni capace di portare un piccolo paesino della provincia di Salerno alla ribalta del cinema mondiale con un tema centrale di nicchia: il cinema per ragazzi. Non ero mai riuscito ad andarci, così, quando abbiamo ricevuto l’invito (seguito del nostro invito al Dieciminuti Film Festival dello scorso marzo, dove nacque una buona amicizia), non potevamo lasciarci scappare l’occasione. Quando siamo arrivati al paese da Salerno ho avuto subito un contraccolpo. Qui non usano le strutture del paese, non si arrangiano, qui le strutture le hanno costruite loro, un intero quartiere fatto da una sala principale (la Truffaut, giustamente dedicata al primo grande regista a credere nel sogno di Claudio Gubitosi, partecipando al festival nel 1982, quando era ancora un embrione rispetto a quello che è oggi), una immensa struttura chiamata Multimedia Valley (che ricorda vagamente, ma in grande, l’ex Cartiera Savoni), e due tensostrutture adibite ad altrettante sale di proiezione. Una piccola cittadella costruita a ridosso del centro, con fondi statali e soprattutto europei, una favola divenuta realtà: un festival che trascina l’economia di un paese, non il contrario, che cosa fantastica! Il resto sono i visi contenti dei tanti bambini (5600 giurati divisi per fasce di età, ognuna identificata da un colore di maglia diverso) che giravano per le sale, si sedevano sul prato, giocavano a volley o urlavano per gli artisti che sfilavano sul water carpet (bellissima variante azzurro mare del red carpet). La parte glam, ossia i carpet, ce la siamo goduta poco per via dei ventilatori che spruzzavano vapore acqueo che terrorizzavano la piccola Zoe (ma visto il caldo erano una benedizione). Poi un giro per il paese, trasformato interamente in una grande sala da intrattenimento, con artisti di strada, musicisti (il Giffoni Music Concept è praticamente un festival nel festival visto il livello degli artisti che suonano ogni sera), e ogni piccolo negozietto che ha un banchetto davanti la vetrina per vendere prodotti al pubblico. I conti sono presto fatti, 5600 giurati accompagnati in massima parte dalle famiglie fanno circa 16000 persone (stima al ribasso) che per 8 giorni passano le giornate in un paese di 10000 persone. Il calore del sud si percepisce ad ogni angolo, manca totalmente la spocchia che si avverte alla Festa del Cinema di Roma o in altri ambienti fighetti, è letteralmente bellissimo starci, e godersi tutto, per quanto risulti difficile viste le migliaia di giurati che giustamente gremiscono le sale per i film che devono votare. Ecco, forse una piccola pecca la devo trovare, da buon rompiscatole. In tutto il turbinio di cose che succedono (ho tralasciato che oltre a registi, attori, musicisti a Giffoni sono transitati i vari De Luca, Di Maio, Fico, Costa e un’altra dozzina di ministri e sottosegretari) forse la cosa che ha meno visibilità è proprio il concorso, gli attori e i registi dei film del concorso, mi sarebbe piaciuto conoscere e scoprire di più su di loro. Ma si sa, la perfezione non può esistere, ci accontentiamo di un grande e bellissimo sogno diventato realtà, avviato da un ragazzetto di 18 anni, nel 1971. Oggi quel ragazzetto sta ancora lì, dirige e coordina tutto, è un maestro vero, uno che ti può indicare la strada per trasformare i tuoi sogni in realtà. Dal prossimo anno, oltre a tornarci noi, cercheremo di portare a Giffoni anche altri piccoli della nostra provincia. Perché le radici, quando attecchiscono nel terreno giusto, danno vita ad alberi meravigliosi.

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