Visti a Venezia: Roma di A. Cuarón

In concorso a Venezia 75 il commovente Roma di Alfonso Cuarón targato Netflix è un film-ritratto dell’ infanzia del regista. 1971, in bianco e nero, nel quartiere omonimo di Città del Messico girato con lunghi piani sequenza. La casa ricostruita con minuzia dei particolari è teatro della toccante storia di due donne rimaste sole. E quella della famiglia, o di ciò che ne rimane, con quattro ragazzini che giocano a sparare e a fare gli astronauti. La narrazione è affidata alla figura di Cleo (la formidabile Yalitza Aparicio) giovane domestica lasciata sola a portare avanti una gravidanza non voluta. La storia di Cleo si sviluppa in parallelo con quella della signora Sofia (Marina de Tavira) abbandonata dal marito traditore il Dott Antonio (Fernando Grediaga). Le due donne portano avanti le loro vite con grande forza, tra incursioni storiche come quella della violenta repressione nel 1971, di una protesta studentesca, e scene apertamente felliniane o tratte da film formativi per il regista come “Abbandonati nello spazio” di John Sturges. Roma ci fa peregrinare tra le mura di una casa, tra gli spari di una rivolta, per poi soffermarsi sugli oggetti insignificanti di una quotidianità ormai svanita nel passato.

Roberta Fiaschetti

Il gruppo “Giovani Medici Frosinone” per la Valle del Sacco

Il gruppo “Giovani Medici Frosinone” per la Valle del Sacco

Avatar di Damiano PizzutiDamiano Pizzuti

Dopo qualche settimana di inattività torno a scrivere di salute, prevenzione e buone pratiche nella società. Lo faccio presentando un progetto che mi sta molto a cuore, da mesi infatti i medici più giovani della provincia di Frosinone stanno parlando, facendo gruppo al fine di creare un sostegno concreto e tangibile alla terra che li ha visti nascere. Si tratta di professionisti under 40 che sicuramente avrete avuto modo di conoscere nei presidi di Guardia Medica, nei PAT o in qualche sostituzione dal vostro medico di famiglia.

Impareremo tutti a conoscere meglio i “GMF“, annuncio che è in lavorazione un sito completamente gestito da loro che si propone di fare informazione corretta riguardo pratiche mediche, patologie comuni, prevenzione e che cercherà di spiegare quello che giorno dopo giorno accade dal punto di vista sanitario nel nostro territorio. Ci tengo a precisare che tale gruppo è autonomo…

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Libri: Legata alla luna di Marco Dal Forte

Il bene e il male a volte si sfiorano, si incrociano, si mischiano. Nel nuovo libro di Marco Dal Forte Legata alla luna convivono addirittura e costringono il lettore ad orientarsi tra le pagine di una storia che fino alla fine provoca e lascia in sospeso. E’ un mondo, quello che Marco Dal Forte descrive senza lesinare dettagli devastanti, dove realtà e mistero confondono, stupiscono, terrorizzano quasi. Dalle prime pagine viene da chiedersi dove e come l’autore sia riuscito a tirar fuori così tanto. Perché c’è un dubbio che spunta rigo dopo rigo: siamo davvero convinti di riuscire a distinguere il bene e il male che incontriamo e viviamo tutti i giorni nel nostro quotidiano? L’intrigo è ammantato di immagini estreme, di esasperazioni, di protagonisti chiamati al sacrificio e di contrapposizioni tra reale e surreale che non smettono mai: c’è la luce e il buio, la fede e la tentazione, la guerra e la pace. Il lettore si trova sempre di fronte ad un doppio che incarna alla perfezione l’esistenza. Deve essersi divertito parecchio l’autore. Sembra quasi di vederlo, il cascinese, mentre scrive e se la ride…

Legata alla luna è la seconda fatica letteraria di Marco Dal Forte e arriva dopo il successo de La Matrice, opera di esordio dell’autore toscano. Registrato e archiviato con soddisfazione l’ottimo riscontro di pubblico del primo romanzo – arrivato senza troppe aspettative quando ad un certo punto della sua vita l’imprenditore ha deciso di mettersi alla prova con un romanzo storico e dal sapore romantico -, Dal Forte si è saputo reinventare in un genere completamente diverso. Vincendo la sfida di nuovo.

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SpazioLibero perché così ci hanno insegnato a muoverci. Liberi di poter chiedere, ma anche rispondere, liberi di poter raccontare una città, una provincia, un territorio, un mondo, da un punto di vista inedito, liberi di discuterne e di confrontarci; insomma, liberi di stare dove ci pare!